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Chimica nel Piatto part III: contaminanti chimici, momentaneamente tollerabili

chimica nel piatto, inquinanti,diossine,metalli , pesanti, micotossineTerza puntata della Chimica nel Piatto, una discussione che è partita dalla notizia dello scontro Plasmon-Barilla sui residui chimici nei rispettivi prodotti e che è rimbalzata su internet in vari blog: da “ilpastonudo” (qui) a “papillevagabonde” (qui), da “Trashfood” (qui) al “Fattoalimentare” (qui). Ma è giustificato tutto questo allarmismo sui residui chimici, diossine, pesticidi ecc. in quello che mangiamo ogni giorno? A sentire molti esperti sembrerebbe di no! E allora andiamo a vedere quali sono le motivazioni che hanno portato alla stesura del Regolamento CE 1881/06 dando un’occhiata ai dati che la Commissione Europea ha considerato per stabilire da quali sostanze ci dobbiamo difendere quando decidiamo di fare la spesa. Ogni legge o regolamento, prima dell’enunciazione dei vari articoli, illustra i cosiddetti “considerando”, che spiegano le motivazioni alla base dell’atto. Riporto pari pari alcuni considerando, mentre in corsivo ci sono le mie considerazioni.
Rischio cumulativo
L’attività dell’EFSA sulla valutazione del rischio cumulativo mira a sviluppare metodologie per valutare gli effetti cumulativi derivanti dall’esposizione dei consumatori ai pesticidi. Vengono esaminati quei gruppi di pesticidi dotati di struttura chimica ed effetti tossici simili per verificare se il loro impatto sulla salute umana debba essere valutato collettivamente piuttosto che singolarmente.  Per la tutela della salute dei lattanti e dei bambini, che costituiscono un gruppo vulnerabile, è opportuno stabilire tenori massimi ai più bassi livelli ottenibili mediante una selezione rigorosa delle materie prime impiegate nella produzione dei baby food. Tale selezione rigorosa delle materie prime è opportuna anche ai fini della produzione di alcuni specifici prodotti alimentari, quali la crusca destinata al consumo umano diretto (questa selezione la dovrebbero fare le aziende, c’è qualcuno che la fa?)
Lattuga e spinaci con nitrosammine
La stessa UE chiude momentaneamente gli occhi su alcune situazioni fuori limite e pericolose: date le condizioni climatiche di alcuni Stati membri (Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito), è difficile garantire il non superamento dei tenori massimi di nitrati (composti che una volta ingeriti si posono trasformare in nitrosammine, potenti cancerogeni) applicabili alla lattuga fresca e agli spinaci freschi (lattuga e spinaci coltivati in inverno o in coltura protetta, cioè in serra, hanno limiti ammessi più alti, appunto perchè, in tali condizioni necessitano di maggiori concimazioni di nitrato).  A tali Stati membri deve essere provvisoriamente consentito di continuare ad autorizzare la commercializzazione di lattuga fresca e spinaci freschi, coltivati e destinati al consumo sul loro territorio, con un contenuto di nitrato superiore ai tenori massimi. I produttori di lattuga e spinaci stabiliti negli Stati membri che abbiano concesso le autorizzazioni suddette devono modificare gradualmente i metodi di coltivazione applicando le buone pratiche agricole raccomandate a livello nazionale.
Pesci alla diossina, solo per svedesi e finlandesi
Alcune specie ittiche provenienti dalla regione baltica possono contenere tenori elevati di diossine e PCB diossina-simili. Una quota significativa di queste specie ittiche provenienti dalla regione baltica non risulterà conforme ai tenori massimi con conseguente esclusione dalla dieta. Secondo le indicazioni esistenti però, l’esclusione del pesce dal regime alimentare può avere un impatto negativo sulla salute nella regione baltica. Per evitare possibili rischi per la salute, la Svezia e la Finlandia hanno un sistema in grado di assicurare la piena informazione dei consumatori sulle raccomandazioni alimentari riguardanti le restrizioni applicabili al consumo di pesce proveniente dalla regione baltica da parte di gruppi di popolazione identificati come vulnerabili. È pertanto opportuno concedere alla Finlandia e alla Svezia una deroga per la commercializzazione temporanea di alcune specie ittiche provenienti dalla regione baltica e destinate al consumo sul loro territorio, che abbiano tenori di diossine e PCB diossina-simili superiori a quelli stabiliti dal presente regolamento. Devono essere applicate le misure necessarie a garantire che non siano commercializzati in altri Stati membri (a me risulta che in Svezia e Finlandia mangiano molto pesce; secondo loro meglio rischiare di imbottirsi di diossina, piuttosto che rischiare di assumere meno omega 3! Mah, io ho i miei dubbi. Forse il vero rischio è per il mercato del pesce che in quei Paesi, se si dovessero rispettare i limiti, rischierebbe un crollo delle vendite enorme!).
Micotossine
Sulla base dei pareri espressi dall’EFSA e dagli enti di ricerca, la UE ha ritenuto opportuno stabilire tenori massimi per i cereali, i prodotti a base di cereali, le uve secche, il caffè torrefatto, il vino, il succo d’uva e gli alimenti destinati ai lattantie ai bambini; si tratta di prodotti che contribuiscono tutti in misura significativa all’esposizione all’OTA (ocratossina A) della popolazione umana in generale o di gruppi vulnerabili di consumatori, quali i bambini. Alla luce dei pareri scientifici e della valutazione dell’assunzione alimentare, sono stati stabiliti tenori massimi per il deossinivalenolo, lo zearalenone e le fumonisine. Per quanto concerne le fumonisine, dai risultati dei controlli sugli ultimi raccolti emerge che il granturco e i prodotti a base di granturco possono presentare un elevato livello di contaminazione da fumonisine ed è opportuno adottare misure atte a evitare la possibilità di ingresso nella catena alimentare di granturco e prodotti a base di granturco la cui contaminazione sia inaccettabilmente elevata. Stime sull’assunzione indicano che la presenza delle tossine T2 e HT-2 può essere preoccupante per la salute pubblica. È quindi necessario e altamente prioritario sviluppare un metodo di analisi sensibile e affidabile, raccogliere ulteriori dati sull’occorrenza e svolgere ulteriori maggiori indagini/ricerche sui fattori che incidono sulla presenza delle tossine T-2 e HT-2 nei cereali e nei prodotti a base di cereali, in particolare nell’avena e nei prodotti a base di avena (perchè molto spesso certi limiti sono imposti anche perchè i metodi analitici non sono in grado di determinare quantitativi tanto piccoli nell’ordine dei microgrammi).
Metalli pesanti

I metalli pesanti sono inquinanti derivanti dalle attività industriali e dalla combustione di fossili come il petrolio. Per quanto concerne il cadmio, nel parere del 2 giugno 1995 l’SCF ha approvato una PTWI (assunzioni provvisorie tollerabili settimanali) di 7 μg/kg di peso corporeo e ha raccomandato di intensificare gli sforzi per ridurre l’esposizione alimentare al cadmio, dal momento che i prodotti alimentari sono la principale fonte di assunzione di cadmio nell’uomo.  Le concentrazioni di cadmio più elevate sono state rilevate nei seguenti prodotti alimentari: alga marina, pesce e frutti di mare, cioccolato e alimenti per diete specifiche. Le categorie alimentari che hanno contribuito maggiormente all’esposizione a cadmio attraverso la dieta, soprattutto per via del loro elevato consumo, sono risultate quelle di cereali e derivati, verdure, noci e legumi, radici amilacee o patate, nonché carne e prodotti carnei. Tra l’altro proprio con il REG CE 420/2011 dello scorso aprile, sono stati innalzati i limiti di Cadmio in crostacei, molluschi e nelle alghe marine, proprio perchè, cita il testo, i valori fissati col precedente Regolamento non sono realistici, e in natura possono contenere quantità più elevate.Il metilmercurio è la forma chimica che desta le maggiori preoccupazioni e può costituire oltre il 90 % del mercurio totale nei pesci e nei frutti di mare. Nel caso del metilmercurio, è opportuno un approccio che, accanto alla fissazione di tenori massimi, preveda consigli mirati destinati ai consumatori così da tutelare i gruppi vulnerabili della popolazione (avete mai ascoltato da qualsiasi fonte informazioni in merito? Io mai!). l’SCF ha concluso che tenori di stagno inorganico pari a 150 mg/kg nelle bibite in lattina e a 250 mg/kg negli altri cibi in scatola possono provocare in alcuni soggetti irritazioni gastriche. Finché non saranno disponibili dati sulla sensibilità dei lattanti e dei bambini allo stagno inorganico negli alimenti, è necessario proteggere precauzionalmente la salute di questo gruppo vulnerabile della popolazione e stabilire tenori massimi più bassi. La salsa di soia e i prodotti a base di salsa di soia sono risultati la principale fonte di assunzione alimentare di 3-MCPD (3 monocloropropano 1,2 diolo). In alcuni paesi anche altri alimenti consumati in grandi quantità, come il pane e la pasta, sono risultati una fonte importante di assunzione di 3-MCPD proprio in ragione del consumo elevato piuttosto che degli alti tenori di 3-MCPD contenuti in tali alimenti. E’ una sostanza che si forma  in alimenti contenenti grassi e sale quando vengono esposti ad alte temperature durante la produzione. Nel dicembre del 2007 è stata segnalata per la prima volta la presenza di esteri grassi del 3-MCPD (esteri 3-MCPD) in diversi prodotti alimentari tra cui i grassi raffinati commestibili,  come la margarina e gli oli, nonché gli alimenti per lattanti e il latte materno.

Diossine, PCB e IPA
Le stime dell’esposizione, basate su una valutazione dell’assunzione alimentare di diossine e PCB correlati da parte della popolazione degli Stati membri dell’UE, ultimato nel giugno del 2000, indicano che una percentuale consistente della popolazione comunitaria assume con l’alimentazione una dose di diossine e PCB (poli-cloro-bifenili) superiore alla dose settimanale tollerabile. Si è prestata quindi un’attenzione particolare nel fissare tenori massimi più bassi per le diossine e i PCB diossina-simili specificamente per gli alimenti per lattanti e bambini, alla luce dei dati raccolti attraverso i programmi del 2005, 2006 e 2007 relativi al monitoraggio delle diossine e dei PCB diossina-simili nei baby food. Gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici, che derivano dai fumi di combustione) possono contaminare gli alimenti nel corso dei processi di affumicatura, nonché durante i processi di riscaldamento e di essiccazione che comportano un contatto diretto tra gli alimenti e i prodotti della combustione. Anche l’inquinamento ambientale può provocare contaminazione da IPA, soprattutto nel pesce e nei prodotti della pesca. Sono stati riscontrati tenori elevati nella frutta secca, nell’olio di sansa di oliva, nel pesce affumicato, nell’olio di vinacciolo, nei prodotti a base di carni affumicate, nei molluschi freschi, nelle spezie/salse e nei condimenti. In alcuni alimenti, quali la frutta secca e gli integratori alimentari, è stato rilevato il benzo(a)pirene, ma i dati disponibili non consentono di determinare i tenori ragionevolmente ottenibili.
Questi sono i considerando che la Commissione Europea ha considerato (scusate il gioco di parole) nel formulare l’impianto del Regolamento 1881, e a mio avviso è un ottimo esercizio per cercare di capire perchè vengono disposti certi limiti e viene data particolare attenzione a certe sostanze. Alcuni aspetti, come l’accettare un limite perchè semplicemente non è possibile ormai fare niente per prevenire quel tipo di contaminazione, sono paradossali, ma il comitato scientifico ne tiene conto. Anche per questi motivi sono stati disposti i seguenti tenori massimi per i lattanti e i bambini:
  • nitrati : 200 mg/kg;
  • aflatossina B1 : 0,10 µg/kg;
  • aflatossina M1 : 0,025 µg/kg;
  • ocratossina A : 0,50 µg/kg e lo stesso tenore massimo per gli alimenti dietetici destinati per fini sanitari speciali ai soli lattanti;
  • patulina : 10 µg/kg;
  • deossinivalenolo : 200 µg/kg;
  • zearalenone : 20 µg/kg e lo stesso tenore massimo per i preparati a base di mais destinati ai lattanti e ai bambini;
  • fumonisine : 200 µg/kg per i preparati a base di mais destinati ai lattanti e ai bambini;
  • piombo : 0,02 mg/kg di peso dell’alimento allo stato fresco;
  • stagno inorganico : 50 mg/kg di peso dell’alimento allo stato fresco e lo stesso tenore per i preparati per lattanti e per gli alimenti dietetici in scatola destinati per fini sanitari speciali ai soli lattanti (ad esclusione dei prodotti essiccati e in polvere);
  • benzo(a)pirene : 1 µg/kg di peso dell’alimento allo stato fresco e lo stesso tenore massimo per i preparati destinati ai lattanti e per gli alimenti dietetici destinati per fini sanitari speciali ai soli lattanti.

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Io sono Bodhi che appunto deriva da Bodhisattva, "colui che cerca di conseguire l'illuminazione', io in verità, cerco solo l'essenza di uno stile di vita che mi metta in armonia con la vita e con la natura. Continua a leggere nel mio profilo

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